Acquisizione dei Prati Burovich, sicuramente sì…beh…anzi no…boh!!!

Acquisizione dei Prati Burovich, sicuramente sì…beh…anzi no…boh!!!

Durante l’ultimo Consiglio comunale tenutosi lo scorso 10 maggio, al punto all’ordine del giorno riguardante l’alienazione di alcuni immobili di proprietà del Comune, tra i quali anche il magazzino che si trova all’interno del centro storico, i nostri Consiglieri hanno chiesto al Sindaco e alla Giunta di esprimere la propria posizione rispetto all’acquisizione dei prati Burovich che con la liquidazione della provincia di Pordenone potrebbero essere trasferiti al Comune di Sesto al Reghena previa richiesta allo stesso ente provinciale; in caso contrario la proprietà passerebbe automaticamente alla Regione.

Il Sindaco e la maggioranza hanno riferito che per il momento non è loro intenzione prendersi carico delle suddette proprietà spaventati dal fatto che la gestione di questi immobili potrebbe comportare un aggravio per le casse comunali.

Riteniamo necessario rendere noto che le trattative per la cessione di questi terreni dalla Provincia al Comune di Sesto al Reghena sono iniziate mesi fa e che in tutto questo periodo si sono tenuti frequenti incontri tra gli Amministratori del nostro Comune e i Funzionari provinciali con l’intenzione dichiarata di un’acquisizione da parte del comune di Sesto al Reghena di questi terreni. Come si evince anche dalla Deliberazione del Consiglio Provinciale del 29 marzo 2016, nella quale è riportato che “…. il Comune di Sesto al Reghena, in seguito alla recente realizzazione dei lavori di manutenzione e messa in sicurezza dei manufatti all’interno delle aree denominate Prati Burovich e lago Premarine, si è impegnato per la futura manutenzione degli stessi;” e visto e considerato che la stessa Deliberazione è stata approvata anche dalla Consigliera provinciale, nonché Consigliera di maggioranza del comune di Sesto al Reghena, Alessia Fiorio, rimaniamo stupiti e fortemente perplessi rispetto le discordanti posizioni che in questo periodo gli Amministratori del nostro Comune manifestano nelle varie sedi istituzionali.

Siamo convinti che i Prati Burovich rappresentino un patrimonio naturalistico di grande rilevanza per il territorio di Sesto al Reghena e che la loro restituzione costituirebbe la necessaria conclusione di un percorso di valorizzazione del territorio iniziato molti decenni fa.

È comprensibile che vi siano alcuni timori in merito ai costi di gestione di questo patrimonio, tuttavia riteniamo che un passo indietro della nostra Amministrazione, come sembra avvenire, e la conseguente acquisizione dei terreni da parte della Regione, rischia di portare a problemi di incuria e mancata manutenzione, peraltro già più volte lamentate in passato da parte dei cittadini.

Riteniamo che attraverso un’accorta e efficace programmazione, questi territori potrebbero contribuire all’ulteriore potenziamento del valore turistico e ambientale oltre che del Comune di Sesto al Reghena (la recente partecipazione e vittoria a Mezzogiorno in Famiglia, il marchio Borghi più Belli d’Italia, la realizzazione del Parco Commerciale Naturale depongono in tal senso), anche dei comuni limitrofi, vista l’imminente costituzione del “Parco dei fiumi Reghena e Lemene e Laghi di Cinto” nella quale il nostro Comune sarebbe coinvolto attraverso la creazione di un parco intercomunale insieme al Comune di Cordovado, proprio con le proprietà di rilevanza paesaggistica e naturalistica ora di proprietà della Provincia che insistono sui territori di questi due Comuni.

Siamo consapevoli che i costi di gestione di questi territori potrebbero essere elevati ma è opportuno sottolineare che è possibile accedere a contributi regionali ed europei finalizzati alle attività di gestione e di manutenzione di parchi naturali; inoltre la Provincia, come confermato dall’Assessore Coassin, avrebbe potuto stanziare dei fondi per le spese di avvio della costituzione del suddetto parco intercomunale. Non meno rilevante è il fatto che la Regione stessa auspica che le proprietà della provincia di Pordenone vengano gestite direttamente dai comuni e infatti si sta muovendo in tal senso, questo ci fa immaginare che non mancheranno i sostegni economici alle realtà locali che decideranno di prendersi carico di questi patrimoni. Ma questo aspetto dovrebbe essere già noto alla nostra Amministrazione visti i suoi stretti legami con il Consigliere Regionale, in caso contrario rimaniamo ulteriormente perplessi di fronte ai problemi di comunicazione all’interno della stessa maggioranza sestense.

Continuiamo purtroppo a nutrire dubbi sulle capacità progettuali dei nostri amministratori che hanno dimostrato in più occasioni di essere poco accorti o addirittura disinteressati rispetto alle richieste che le domande di contributo prevedono; ne sono dimostrazione la mancata partecipazione del nostro Comune ad alcuni bandi provinciali per la cultura e per le politiche giovanili, per i quali hanno inviato domanda la maggioranza dei comuni pordenonesi, e la mancata assegnazione di un contributo chiesto per realizzare l’edizione aggiornata del volume “La Fabbrica dell’Abbazia di Sesto” in quanto la nostra Amministrazione non avendo ancora speso il contributo relativo all’anno scorso, ha infranto il regolamento precludendosi per quest’anno la possibilità di accedere ai finanziamenti. A questo proposito, il nostro gruppo teme una simile conclusione anche rispetto al  sostanzioso contributo (circa 70mila euro) concesso dalla Regione per la realizzazione del centro commerciale naturale in merito al quale a nostro avviso non sono state avanzate proposte consistenti, ma solo iniziative poco significative come volantinaggio nelle spiagge, produzione di adesivi e cavatappi con il logo dei Borghi più Belli d’Italia; vista l’imminente scadenza per il suo utilizzo, sarebbe alquanto spiacevole trovarsi nella situazione di non essere stati in grado di spendere il contributo e quindi restituirlo o peggio di utilizzare le risorse per iniziative poco incisive e non rientranti in un progetto unitario e coerente.

Riteniamo fondamentale che i cittadini Sestensi siano messi a conoscenza delle intenzioni dei loro Amministratori soprattutto perché in questo caso rischiano di pregiudicare la riappropriazione di un patrimonio naturalistico così prezioso e auspichiamo un incontro pubblico affinché la maggioranza ne informi la cittadinanza.